Francesca D'Urbano Website

Category Archives: Only 90 Days

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Feb 21, 2011
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Day#51

Posted: February 21, 2011

Oggi e’ una giornata difficile, per moltissimi motivi.
E’ lunedi e dalla primavera di venerdi e dal vento gelido di sabato, oggi e’ di nuovo inverno con 10 cm di neve.
Oggi e’ lunedi e sara’ difficile riabituarsi a vivere Nyc da sola.
Piccola nota positiva, oggi e’ il Presidents’ Day, e non si lavora.
Ne approfitto per rimanere in pigiama e consolarmi con del superlativo Haagen-Dazs alle fragole.

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Feb 22, 2011
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Day#52

Posted: February 22, 2011

Oggi un post se lo merita Whole Foods Market, il supermercato forse più’ bello mai visto prima (e anche più’ costoso).
E’ proprio di fronte al mio ufficio e qualche volta ci capito per comprare insalata fresca che non va mai a male, mele lucenti e croccantissime, o per compormi un’insalata buonissima da mangiare a pranzo.
Qui c’e’ DI TUTTO. Tutto quello che desideri c’e’. La scelta e’ ovviamente esagerata e a volte questo crea un gran mal di testa, soprattutto per una persona indecisa come me.
Tutto e’ bellissimo, in ordine, colorato e buonissimo solo a vedersi.
Ma pagare 5 mele 5 $ non si può’, e quindi rimane una tappa nei momenti di emergenza come oggi che ho finito la lattuga, che se la compro dal mio fidato Mr. Coco dietro casa, bottega piena di tutto gestita da giappo-china, dopo qualche giorno già’ devo tagliare la parte tutta verde e darla alla mia coinquilina per concimare il backyard.

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Feb 23, 2011
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Day#53

Posted: February 23, 2011

Dopo rassicuranti notizie dall’Italia che non mi fanno per niente venire la voglia di tornare a casa, finalmente ho sperimentato Johny’s Luncheonette.
E’ proprio qui sotto, da fuori quasi non si vede.
E’ precisamente un corridoio adibito a diner vecchio stile, con il bancone che da su roventi grate piene di carne che sfrigola, mega friggitrici sempre in azione e ciotole piene di pomodori, lattuga, cipolle e tanto cheddar.
Lo spazio e’ minuscolo ma e’ stato sfruttato al meglio dal vecchio Johny che ogni giorno serve colazione e pranzo a prezzi stracciati e con porzioni enormi.
Io mi sono concessa un caffè’ (a 1$) e un blueberry pancake: mi sono arrivati tre frittatoni con tanto burro e succo d’acero a parte.
Claudia ha preso un burger, tutto per la ridicola cifra di 10 bucks.
Oltre a Johny, due simpaticissimi inservienti: un messicano divertito che scherza sui prezzi e un greco che parla un po’ italiano che non torna sulla sua isola dal 1986 perché non riesce a prendersi mai un mese di vacanza da quel di. E’ di Astypalea, nelle Cicladi, una delle isole più’ lontane e pare più’ belle di tutte e quando ne parla gli brillano gli occhi.

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Feb 25, 2011
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Day#54

Posted: February 25, 2011

Avevo gia’ parlato di Mr.Coco. E’ il negozietto proprio dietro l’angolo di casa, mio rifugio nei momenti bui in cui rimango senza latte o senza del Balsamic Vinagrette con la faccia di Paul Newman. E’ piccolo, ma ha di tutto. Le mele per fortuna sono spesso in offerta e se ho voglia di thai o di sushi fresco Mr. Coco non mi delude.
Poi ha queste strane cose, tipo del cocco (?) sbucciato con le punte e incartato nella plastica o delle pere giganti avvolte nella retina.

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Feb 25, 2011
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Day#55

Posted: February 25, 2011

A Nyc oggi piove, una di quelle giornate che se stai in ufficio e guardi l’orologio sono le 11 e mezza di mattina, ma fuori sembra notte.
La pausa pranzo l’ho passata quindi nella Magnum Lounge, che detta così sembra chissacche’, in realtà’ e’ una piacevole stanzetta dove trovi tanti giornali sul tavolo e mangi e bevi il caffè’ se vuoi una pausa.
Oggi ho conosciuto Pablo, un dominicano trapiantato a Ny da quando era piccolo. E’ un free-lance e collabora con Magnum per stampe e ritocchi fotografici.
Mentre mangiavo il mio panino e lui correggeva stampe in bianco e nero scattate in Italia nella meta’ degli anni ’60, mi ha raccontato della sua vita, dei suoi due bambini e di New York.
Mi ha raccontato che anche se e’ un free-lance, non trova mai il tempo di vedere i suoi amici e mi ha mostrato la sua invidia verso le nostre serate in Italia a passeggiare per i vicoli.
Mi ha detto che a Nyc puoi farti tantissimi amici, ma una volta che sei lontano sara’ difficile rimanere in contatto con tutti perche’ le cose qui funzionano proprio cosi.
Mi ha descritto la fancy music school che frequenta sua figlia Isabela, dove incontri solo tate, e dove quelle poche mamme che ci sono, sono tutte uguali, bionde con la coda di cavallo e le borse di Gucci e invece di guardare i figli durante le lezioni di prova, guardano solo i loro blackberry.
Pero’ mi ha raccontato anche di quanto Isabela, 6 anni, sia bravissima: suona il violino, corregge gli errori di scrittura sugli spartiti che il papa’ prova a scrivergli per farla esercitare, e riesce ad imparare un pezzo nuovo sentendolo solo per 5 minuti.

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Feb 26, 2011
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Day#56

Posted: February 26, 2011

Stamattina era una giornata bellissima: sole, aria cristallina e freddo quanto basta.
Finalmente sono andata a Brooklyn Heights, la parte di Brooklyn più vecchia e più’ ricca.
Ho passeggiato per i brownstone buildings, ho scattato foto a ospedali per animali che sembrano invitanti negozietti di legno e vernice bianca, ho notato che i Beatles mi seguono ovunque, anche mentre osservo il ponte di Brooklyn da lontano.
Qui, mi soffermo su quel panorama così tanto conosciuto di Manhattan, quella punta così indaffarata e con un gran vuoto al centro.
Stasera, cena da Caterina Tino nell’Upper East Side.
Vado nei quartieri bene per davvero.

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Feb 27, 2011
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Day#57

Posted: February 27, 2011

Dicevamo, ieri sera sono stata nella New York bene per davvero.
Ogni entrata lussuosa di ogni palazzo lussuoso ha il proprio maggiordomo col cappello che apre portiere e dice buonasera.
Casa di Caterina e’ al 38esimo piano di un enorme grattacielo sull’East 72nd, la strada del Dakota Building per intenderci , solo che dall’altra parte, sull’East River.
Entro e c’e’ un vialetto illuminato chic che porta a una piscina bassa (illuminata anche quella), con tanto di scultura.
Attraverso la porta girevole e tiro dritto: ho le coordinate di Caterina, ascensori a sinistra, 38esimo piano. Ho le cuffie ed Elton John strilla tantissimo. Il portiere un po’ scocciato mi richiama due volte prima che io me ne accorga: devo essere annunciata 😮
Dopo le burocrazie del caso, finalmente mi sorride e mi dice di salire e bussare alla porta 38A.
Salgo nell’ascensore con più’ tasti da pigiare mai visti finora, suono il campanello e trovo Caterina sorridente e alle prese con un ottimo risotto ai funghi porcini.
La foto non rende l’idea, proverò a spiegarlo a parole: la casa e’ in un angolo del grattacielo. Il salone e’ completamente fatto di vetrate a giorno che affacciano su…New York. Da una parte west e nord e dall’altra l’East River con la Roosevelt Island e il Queens.
Sembra di essere in un film e forse ci sono per davvero.
Per abituarmi al colpo d’occhio ci metto praticamente tutta la serata, dannandomi per non essermi portata la Nikon, mi riprometto di tornarci per scattare foto e perché se di notte fa questo effetto, non riesco a immaginarmi cosa sia con la luce del giorno.
La serata si conclude con un ottimo dolce made by Caterina, gustato su una poltrona che oltre a essere comoda mi fa anche un gran massaggio elettronico alla schiena.
Tornando verso la metro, incontro signore impellicciate che a tarda notte portano con classe i loro cagnolini a fare una passeggiata.
Mi sento un po’ in una puntata di Sex And The City, con la differenza che io non porto i tacchi alti e non sono vestita da Armani, non prendo taxi al volo e ci metto quasi due ore per tornare a casa, perché New York sembra collegata benissimo ma e’ anche davvero enorme, e per tornare nei quartieri bassi devo cambiare 3 metro e camminare per un totale di 35 minuti.

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Feb 28, 2011
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Day#58

Posted: February 28, 2011

Ieri sera ovviamente, la notte degli Oscar.
Nel building di Claudia oltre ad esserci una piscina, una palestra, un giardino dove prendere il sole nuiorchese d’estate e un terrazzo che guarda Manhattan, c’e’ anche una lounge con tanto di televisorone, poltrone, divano e frigorifero.
Ieri quindi serata degli Academy Awards con tanto di birre, pizze buonissime, patatine al cheddar e scommesse.
Chi azzeccava più pronostici vinceva ben 14 verdoni.
Ovviamente ho perso, ma almeno ho resistito all’abbiocco e ho seguito tutto lo show.
Invece, mentre il mio adorato Colin riceveva l’oscar come migliore attore protagonista, qualcuno non ce l’ha fatta.

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Mar 3, 2011
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Day#60

Posted: March 3, 2011

Oggi mi interrogavo sui sistemi di sicurezza qui a Nyc.
Si perche’ dopo aver mangiato due lauti slices di pizza offerti dalla Magnum e aver realizzato che nella street dove lavoro ci sono praticamente solo inquietanti negozi pieni di manichini nudi, ho scoperto che dalla mia stanza al 5 piano si puo’ uscire sulla scala di emergenza.
Ovviamente ne ho approfittato per godere del paesaggio del retro Magnum, un albergo di fronte e tanti palazzoni ravvicinati pieni di altre scale di emergenza che si incrociano con altre scale di emergenza. Avendo appurato che il lato emergenza e’ coperto, mi chiedevo dove sta la sicurezza rispetto a ladri, svaligiatori etc.
Pensandoci bene casa mia e’ al primo piano, con una porta ridicola e il backyard fuori da camera mia al quale si puo’ accedere non con difficolta’ anche da fuori.
Non ci penso e mi godo 30 Rock, domani giornata lunghissima.

Intanto, la primavera tarda ad arrivare, diceva qualcuno. Lo so siamo solo al 2 Marzo, 2/3 dei 90, tra un mese esatto sono a Roma.

Non ci penso e mi godo 30 Rock, domani giornata lunghissima.

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Mar 4, 2011
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Day#61

Posted: March 4, 2011

Sono le 7.04 di giovedì.
Oggi ho sostituito la batteria del mio vecchio Mac nell’Apple Store sulla w14th, concluso (o quasi) due lavori alla Magnum e ho pranzato con Deanie in un ottimo bistrot francese: Deanie e’ di Philadelphia ed e’ a New York per trovare lavoro, impresa non facile per nessuno a quanto pare.
Stasera mi aspetta una cena con altre 14 persone mai viste, tutti membri in un modo o in un altro di Nuok.
Nuok e’ un interessantissimo sito sulla vita a New York e in altre città’ del mondo, tutto redatto, fotografato, assaporato e visitato dal punto di vista di giovani ragazzi italiani all’estero.

Sono le 7.16 di giovedì e sono seduta in un caffè meraviglioso su Lorimer Street. Mattonelle di ceramica alle pareti, tavoli di legno, marmo o rame. Ogni cosa e’ diversa dall’altra, niente e’ uguale. Dietro di me un caminetto spento e una foto molto antica di una famiglia, di quelle colorate a mano successivamente: chissa’ chi sono. In sottofondo Led Zeppelin (o almeno credo, Santuz non me ne voglia).
Impossibile rendere l’idea dell’atmosfera che regna qui dentro, così mi soffermo sui dettagli.