Francesca D'Urbano Website

Category Archives: Only 90 Days

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Mar 5, 2011
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Day#62

Posted: March 5, 2011

Credo che capiti più o meno a tutti di trovarsi in terra straniera e di stranirsi per l’appunto al suono di altri italiani come noi, che sono ovunque, che urlano, che gesticolano, che esagerano o che semplicemente parlano l’ultima lingua che vorremmo ascoltare in quel momento.
Ieri sera invece e’ stato tutto il contrario, probabilmente quell’eccezione che conferma la regola.
Ieri sera sono stata, come accennato, alla cena di Nuok.
Dieci punti già’ solo per la location. Le Barricou e’ un ristorante francese davvero bello, caldo e accogliente. Essendo in parecchi ci avevano riservato la saletta in fondo, con tante candele, un caminetto, dei divani. Sembrava un po’ una baita di montagna, con Amelie e Yann Tiersen dalle casse.
Ho finalmente conosciuto Alice, fondatrice di Nuok, ragazza dalle mille risorse e con mille idee, te ne accorgi subito dalle prime 5 chiacchiere. Giovanissima, geniale e in continuo movimento, con tanti progetti e già’ qualche vero successo alle spalle.
A lei si deve la realtà’ di Nuok e a lei si deve l’incontro di ieri, dove un gruppo di 15 ragazzi italiani si e’ confrontato sul perché, per cosa, come, da quando e per quanto della vita, tutto rigorosamente a New York.
Attrici, broker di successo, conduttrici radiofoniche, stagisti, aspiranti registi: una piccola realtà ieri era li, con molta poca voglia di tornare a casa e con tanta determinazione a fare della propria vita e del proprio lavoro un qualcosa che rispecchi le proprie capacita’, abilita’, passioni e talenti.

(Questo era il mio segnaposto a tavola).

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Mar 6, 2011
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Day#64

Posted: March 6, 2011

Oggi, in una New York grigia e piovosa, finalmente brunch domenicale con le Magnum ladies!
Ci sono e non si vedono tutte: Rima, Claudia, Becci e Cinnamon, le mie bellissime e tenaci compagne di internship.
Sotto attenta e graditissima segnalazione di Nuok e dopo circa un’ora di attesa, abbiamo sperimentato Kitchenette, delizioso posticino in quel di Tribeca, proprio dietro al Word Trade Center.
Come da tradizione per i posti che valgono, non ho potuto fare a meno di comprare una mug.

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Mar 7, 2011
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Day#65

Posted: March 7, 2011

Dominic Nahr ha la mia eta’, ed e’ un fotografo della Magnum.
Per un Mim su di lui e il suo attuale viaggio nelle attuali zone di tensione, oggi c’e’ stata un’intervista via Skype. Chiamava dalla Libia, e raccontava degli spari che sente nettamente dalla sua camera d’albergo, di quando proprio due giorni fa sia riuscito a fotografare Gheddafi e del suo impressionante carisma.
Raccontava di cosa si vede e come ci si sente nel veder nascere una guerra civile, di non avere piani, di non sapere fin quando rimarrà’ li o fin quando gli permetteranno di restare.
E’ stato strano, ma ci siamo sentiti in un certo senso più’ vicini ad un attuale pezzo di storia.

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Mar 9, 2011
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Day#66

Posted: March 9, 2011

Stasera finalmente sono entrata nel Radio City Hall.
Il teatro e’ imponente gia’ dalla hall e dagli 8$ per una Bud in bottiglia.
Dopo un’attesa di circa due ore ad ascoltare gruppi spalla quando avremmo potuto fare tutt’altro -come mangiare-, ecco salire i Bright Eyes, gruppo americano che seguo da tempo e che non vedevo l’ora di ascoltare live.
I posti riservati a me e Claudia sono in penultima fila all’estrema sinistra ma la vista e l’acustica risultano comunque ottime.
Peccato che siamo letteralmente circondate da vere teenagers americane che nel preshow si ammirano nei video appena girati in bagno mentre bevono del whisky (?) di nascosto e che durante lo show urlano come non pensavo si potesse fare.
Per disperazione e per riposare le orecchie, colgo il momento e scappo in bagno che risulta essere in realta’ piu’ simile a un salone di bellezza.
Torno e per fortuna Conor ci diletta con una delle canzoni piu’ potenti e coinvolgenti mai scritte, ringraziandoci e dandoci la sua benedizione con una bellissima buonanotte.

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Mar 1, 2011
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Day#59

Posted: March 1, 2011

Oggi e’ il primo Marzo.
Questo vuol dire che Febbraio e’ passato molto in fretta e soprattutto che inizia ufficialmente l’ultimo mese (per ora, spero, aggiungo).
Oggi e’ il primo giorno di Marzo e non so se e’ un caso o e’ perché c’e’ il sole, ma ho visto gente abbandonare le sciarpe di lana per pashmine più leggere; ho anche visto gente in maglietta e pantaloncini.
Io, dal canto mio, rimango ancora impellicciata, anche se al posto del maglione ora ho una bellissima felpa di Brooklyn Industries (si me la sono concessa…)

Oggi qui alla Magnum servivano delle immagini per coprire dei vuoti in un video sull’Egitto, e hanno scelto me come soggetto. E’ stato un po’ imbarazzante, soprattutto perché c’era bisogno di close-up sugli occhi, ma mi sono divertita.
A quanto pare anche qui posso passare per non italiana come mi capita spesso: i paesi di origine più frequenti a me attribuiti sono India, Marocco, Sud America in genere. Oggi ero egiziana.

Mentre aspettavo di essere ripresa mi sono guardata intorno più del solito, rendendomi conto di quanto materiale ci sia qui dentro, di quante diapositive, quanti negativi, e soprattutto da chi e quando e come sono state scattate.

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Mar 10, 2011
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Day#67

Posted: March 10, 2011

Oggi sto accusando la stanchezza di giorni e giorni, tutta insieme.
Fuori piove e fa freddo: ammiro le mie tote bags chiedendomi quante ne riusciro’ a collezionare prima di tornare a Roma, e mi concedo una serata di 30 Rock, pensando che un po’ Tina Fey mi somiglia e che domattina sara’, finalmente, un giorno speciale per qualcuno.

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Mar 10, 2011
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Day#68

Posted: March 10, 2011

Sabir e’ del Bangladesh e oggi e’ venuto a tappare un buco nel soffitto del bagno.
Vive a Nyc da 22 anni, ha una macchina e un buon lavoro. Ogni anno torna nel suo paese a trovare le persone che gli mancano.
Qui ha una comunita’ di amici e sembra sereno, ma quando gli chiedi se gli piace vivere negli Stati Uniti si adombra un po’ e ti dice che non ha una vita vera e propria, e’ tutto solamente lavoro e lavoro, con molto poco tempo per se’ e per coltivare qualsiasi rapporto umano.

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Mar 11, 2011
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Day#69

Posted: March 11, 2011

In questi giorni c’e’ molto vento a Nyc. Il mio ombrello ne ha risentito e ieri sera si e’ spezzato.
Oggi e’ stata una giornata grigia e ventosa, di nuovo.
L’assenza di pioggia mi ha spinto ad andare a passeggiare per Park Slope, quartiere un pochino piu’ a sud di Brooklyn rispetto a dove mi trovo io: e’ tutto un passeggiare di passeggini con le mamme, e di bambini che saltellano per strada all’uscita da scuola, di brownstones con le scale nere e di cani portati a passeggio da dog-sitter con mille chiavi alla cinta. Probabilmente e’ il quartiere dove si passeggia.
Questa scritta mi ha colpito, forse perche’ sono giornate un po’ particolari.
E Alexi Murdoch nelle orecchie mi ha accompagnato, consapevole di incontrarmi il 24 marzo, poco prima della mia partenza, al Music Hall of Williamsburg.

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Mar 12, 2011
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Day#70

Posted: March 12, 2011

Oggi il sole splendeva e il cielo era cristallino. Mi sono detta che era il giorno giusto per avventurarmi nel Queens.
Per 10$ entro nel Museum of the Moving Image, che raccoglie tutto (o quasi) ciò’ che riguarda film, televisione, videogiochi.
Mi immaginavo qualcosa di abbastanza serio e invece tutto il lato magico e fantastico del cinema e’ li e viene dettagliatamente analizzato e mostrato.
Comincio dalle maschere: Ciubecca, Joda, il faccione di Robin Williams in Mrs. Doubtfire, Marlon Brando nel padrino.
Tutte le parrucche che vi potete ricordare, ci sono, anche quella di Robert De Niro in Taxi Driver. E poi sceneggiature originali, costumi dove capisci di che stazza sono fatta gli attori e le attrici, trucchi, qualsiasi cosa. Cineprese vecchie di 100 anni, e luci, macchine fotografiche e i primi aggeggi che facevano ruotare immagini per creare movimento, ben prima della cinepresa.
E poi la zona interattiva: la sala del suono dove puoi montare diversi effetti in un film, la sala montaggio e la sala dove ti puoi cimentare nel doppiaggio.
Mille foto bellissime scattate da fotografi famosissimi di attori bellissimi, di tutti i tempi, locandine, gadget e perfino videogiochi d’annata (ho rigiocato dopo credo piu’ di 20 anni al primissimo Super Mario Bros da un’autentica console Nintendo originale).
Me ne vado che vorrei vederne ancora, seppur il museo sia enorme non mi e’ bastato.
Mi incammino verso il Queensborough bridge alla ricerca della famosa panchina, quella di Manhattan.
Non esiste più, mi accontento di un lampione e scatto foto.
Tornando verso casa sono ormai le 3pm e ho fame. Mi ricordo delle dritte di chi su New York la sa lunga e mi concedo, lasciatemelo dire, il miglior hamburger mangiato finora. Il posto si chiama Dumont Burger ed e’ a Williamsburg e per 16 dollari torno a casa felice.