Francesca D'Urbano Website

Day #13 – A different kind of forest

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Come annunciato, ultimo giorno in un parco nazionale e un po’ ci dispiace. Ci eravamo abituati a queste strade tortuose in mezzo ai boschi, agli scoiattoli e ai cerbiatti, alle scalate col fiatone (diamo la colpa all’altitudine va…) e all’affabilità dei ranger a cui va il nostro commosso ultimo saluto.

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Aggirandoci per il Sequoia National Park abbiamo modo di apprendere, tra le altre cose, che non è poi così improbabile che un orso venga a rubarvi il pranzo e che il General Sherman, la gigantesca sequoia alta 48 metri e larga 11 (alla base), è l’organismo vivente più grande del pianeta. Apprendiamo anche che il famoso tunnel scavato in un tronco d’albero non è così grande come ce lo avevano descritto ma fa comunque un certo effetto. Tempo di scendere dalla vetta del Moro Rock e siamo già in macchina verso la Città degli Angeli.

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Il contrasto non potrebbe essere più evidente. Dopo svariate miglia di highway a Los Angeles ci attende il traffico. Un grande traffico. Una colonna continua che scorre in modo continuo e lento. Per vivere l’esperienza della città nella sua essenza più vera, inoltre, finiamo in questo gorgo proprio nelle ore di punta, le famigerate rush hours. Una bella esperienza, come immaginerete.

Tempo di prendere possesso della nostra stanza a Santa Monica e non resta che correre in spiaggia per goderci il tramonto, scovare un angolo di casa, fare un po’ di spesa da Whole Food per la colazione dei prossimi giorni e rimettersi, pensate un po’, in macchina. Quello che dicono di Los Angeles è vero, la si può percorrere esclusivamente in automobile. Allora ci rimettiamo in marcia, stavolta verso Beverly Hills, il Sunset Boulevard e uno dei luoghi sacri della moderna cultura americana.

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Il Comedy Store è il luogo dove negli anni si sono esibiti tutti i maggiori comici americani. Ditene uno: Letterman? Si. Jim Carrey? Si. Robin Williams? Certo. Bill Hicks, Eddie Murphy, Louis C.K.? Tutti, si. Va da sé che facessimo una capatina. Capitiamo in uno spettacolo di comici emergenti che ci hanno fatto ridere per più di un’ora. Quando siamo andati via lo spettacolo andava ancora avanti ma due cose ci chiamavano fuori dal locale: l’implacabile parking meter, vicino all’orario di scadenza del nostro parcheggio, e la fame. A cavallo della mezzanotte entriamo da Mel’s Drive In, tipico diner con separé in alluminio e similpelle in stile anni 50.

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Torniamo in hotel stanchi morti, pronti a una nuova giornata di spiagge, luoghi leggendari e cinema all’aperto.

Canzone del giorno
Marshall Tucker Band – Can’t you see