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Day #17 – Pacific Days

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Quando ci svegliamo su Big Sur regna un grigio clima autunnale che ci fa apprezzare ancora di più l’atmosfera del Deetjen e la super colazione. In particolare, apprezziamo la signora al tavolo accanto che pretende che le venga servita la paella avanzata dalla sera prima. Cerchiamo di rimuovere il pensiero di riso al sugo e pesce a colazione e ci concentriamo sui nostri pancakes + granola e sulle nostre egg benedicts + patate (indovinate chi ha preso cosa).

Facciamo i bagagli e salutiamo Fabio e le capanne di Big Sur per imboccare la Highway 1 verso nord, in direzione San Francisco. Il cielo si schiarisce e la strada sulla costa torna a farsi incantevole, con curve e saliscendi proprio sul mare.

Sulla strada facciamo l’ultimo pieno alla vettura che ci ha scorrazzato per più di 500 miglia e 60 ore complessive di viaggio. Tra poco la saluteremo per sempre insieme alle fedeli ghiacciaie di polistirolo che hanno mantenuto in fresco le nostre cibarie.

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Addio, Nissan Pathfinder, ora insegna ai SUV a parcheggiare in spazi angusti (possibilmente senza prendere multe).

Avvolta da un cielo che più grigio non si può e sferzata da un forte vento freddo ci accoglie San Francisco. Rimandiamo di qualche ora il check in per fare un primo giro per la città: saliamo sul primo tram, sulla prima metro e sul primo autobus, oltre a mettere alla prova gambe e ginocchia con le prime discese e salite, praticamente ovunque.

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Passeggiamo da Castro a Haight-Ashbury, tra splendide case coloratissime, giganti negozi di dischi ricavati da vecchie sale da bowling e botteghe di vestiti usati di tutti i tipi, cominciamo a prendere confidenza con una città che rischia seriamente di inserirsi nella top 5 delle “città in cui andrei a vivere”.

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Saranno decisivi i prossimi giorni, nella speranza che il cielo si schiarisca e il vento si calmi. O almeno una delle due.

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La stanza che ci ospita per le prossime notti è ad Hayes Valley ed è in un vecchio edificio molto elegante ristrutturato da poco. La zona comune per la colazione è praticamente la nostra cucina dei sogni.

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Davanti a una pizza gigante (rigorosamente with pepperoni) pianifichiamo le strategie di conquista di San Francisco. Domani dovremmo puntare sui parchi, o forse sui musei, o forse sullo shopping. Sempre che il cielo si schiarisca, o cali il vento.

Canzone del giorno:
Albert Hammond – It neber rains on Southern California